Al momento stai visualizzando FORMATORI CPI, MASCIALE (SNALS/CONFSAL PUGLIA): “NO AD ALTRE PROROGHE APPALTO ARPAL. REGIONE LAVORI PER LA CHIUSURA DELLA VERTENZA”

FORMATORI CPI, MASCIALE (SNALS/CONFSAL PUGLIA): “NO AD ALTRE PROROGHE APPALTO ARPAL. REGIONE LAVORI PER LA CHIUSURA DELLA VERTENZA”

“No ad altre proroghe dell’appalto Arpal con l’ RTI EPCPEP-AgeForM. Significherebbe tenere ancora nel limbo i lavoratori dei due enti, già provati da anni di cassa integrazione ed aspettativa non retribuita, e sposterebbe ancora in avanti la chiusura della crisi occupazionale. Ogni ulteriore dilazione è intollerabile, atteso che il problema è ormai noto da tempo.” Così il segretario regionale di Snals/Confsal Puglia, Vito Masciale, sulle indiscrezioni, provenienti da fonti vicine all’Agenzia, in merito ad una possibile, ulteriore proroga dell’appalto per l’affidamento del “servizio integrato di assistenza, consulenza, e supporto agli uffici di carattere informativo, di accoglienza e prima informazione, di orientamento specialistico, di avviamento alla formazione, di supporto all’inserimento o al reinserimento lavorativo attraverso l’attivazione di tirocini”. La durata del contratto tra il Raggruppamento Temporaneo di Imprese (di cui EPCPEP detiene il 57% e, dunque, la responsabilità legale, e AgeForM il restante 43%) e Arpal doveva essere “presumibilmente” di sei mesi, a partire dal 6 giugno 2024. Il tempo necessario, secondo il SEPAC, coordinato da Leo Caroli, e secondo il DG Arpal, Gianluca Budano, per predisporre un bando attraverso cui l’agenzia, come da Piano di Potenziamento, avrebbe dovuto colmare, almeno in parte, le carenze di organico con l’assunzione dei formatori. L’appalto, del valore di 1milione e 998mila euro, è stato, però, già prorogato una volta per ulteriori sei mesi, che scadono il 5 giugno 2025. Attraverso questo bando, tramite clausola sociale, stanno lavorando nei CPI della Puglia i formatori, dipendenti di EPCPEP ed AgeForM, altrimenti destinati al licenziamento collettivo, stante lo stato di crisi dichiarato nel 2022 dai rispettivi enti.

“L’idea del SEPAC era quella di un “appalto ponte”, per impiegare questi lavoratori, nelle more del completamento del fabbisogno organico di Arpal. Obiettivo ultimo era predisporre, nel frattempo, un bando concorsuale per il transito in Agenzia di questi lavoratori. – spiega Masciale – La procedura per le assunzioni ha i sui tempi. Se il bando venisse pubblicato oggi, da oggi scatterebbero i 30 giorni per le candidature. Poi bisognerebbe costituire la commissione, espletare le prove, approvare gli elenchi degli idonei e, quindi, individuare i vincitori. Difficilissimo che questo avvenga entro il 5 giugno prossimo. Non sono abituato a dare credito alle “voci”, ma c’è un altro elemento che mi fa pensare ad una proroga dell’appalto fino a fine anno: i lavoratori non hanno ricevuto preavviso di licenziamento dagli enti. Secondo il CCNL di categoria in vigore, va fatto tre mesi prima della data della effettiva cessazione del rapporto lavorativo.”

Nei giorni scorsi, tra l’altro, si è tornati a parlare di questo appalto, ed in particolare dei formatori, in Consiglio Regionale. Nel corso di un’audizione in II Commissione (Affari Generali, Personale e Struttura degli Uffici Regionali, Polizia Urbana e Rurale, Tempo Libero, Sport, Pesca, Pesca Sportiva e Caccia), presieduta da Vincenzo Di Gregorio, il consigliere leghista Fabio Romito ha accusato Arpal di voler reclutare personale senza concorso ed ha espresso dubbi sulla natura dei soggetti appaltatori e sulle modalità di selezione del personale da parte degli stessi.

“Sono accuse pesanti, basate su un approccio superficiale alla questione. – sottolinea il sindacalista, convinto che sia necessario fare dei distinguo anche tra i formatori, perché “se è vero che negli ultimi mesi gli enti hanno assunto anche camerieri di sala e addetti alle consegne pur di far fronte al monte ore previsto dall’appalto, è vero pure che tra i soggetti impiegati attualmente nei CPI, a fianco e a supporto dei dipendenti Arpal, vi sono i cosiddetti “formatori storici”, lavoratori con esperienza anche ventennale nella formazione. Sono stati proprio loro, negli anni passati, a formare parte dei nuovi assunti dell’Agenzia.” “A questi – continua – va tutta la mia solidarietà umana e sindacale per essere stati messi nel calderone e tacciati come lavoratori non qualificati. È del tutto improprio, inoltre, parlare di lavoro somministrato, come ha fatto Romito riferendosi ai formatori. ”

Infine, “Lo Snals/Confsal Puglia ribadisce a tutti gli attori istituzionali coinvolti nella soluzione della vertenza la richiesta di tutelare in modo particolare i “formatori storici”, valorizzandone l’anzianità di servizio nei CPI e facilitando così il loro transito in Arpal tramite procedura pubblica di selezione. L’età anagrafica di questi lavoratori rende, infatti, impossibile lo scivolo pensionistico, concesso ad altri loro colleghi, ed estremamente difficile la ricollocazione sul mercato lavorativo, se non in presenza di precise condizioni. Parliamo di 16 formatori, residuali rispetto alla platea originale, che si è ridotta perché la maggior parte dei lavoratori ha usufruito di altre misure messe in campo da Regione Puglia con uno stanziamento di 3milioni di euro. Non ritengo sia corretto fare figli e figliastri. La maggior parte di questi lavoratori ha già affrontato nel 2014 il fallimento dell’Enaip, il più grande ente di formazione della Puglia, gestito dalle Acli e messo in liquidazione coatta amministrativa per insolvenza con Decreto del Ministero del Lavoro. Facciamo in modo che la storia non si ripeta. Ho l’impressione che la vertenza sia diventata un buon argomento per le contese elettorali.”