MOBILITAZIONE SCUOLA, VITO MASCIALE (SNALS PUGLIA): ” CON IL DL  36/2022 IL GOVERNO MORTIFICA I SINDACATI, SCIOPERO QUASI INEVITABILE”.

“Formazione e reclutamento dei docenti non possono essere decisi per decreto, e quindi con atti unilaterali, ma devono essere materia di contrattazione con i sindacati. Oggi chiediamo un’apertura immediata delle trattative prima che il decreto vada in Parlamento”. Con queste parole Vito Masciale, segretario regionale Snals, commenta quello che i sindacati considerano un grave atto lesivo da parte dell’Esecutivo, a poche ore dall’assemblea indetta per oggi e rivolta ai lavoratori di tutte le Istituzioni scolastiche pugliesi. Si tratta, in sostanza, di un tavolo di confronto tra le cinque segreterie nazionali di Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals e Gilda, da cui emergeranno proposte per il Ministro Bianchi, nel tentativo di evitare lo sciopero generale. Terreno di scontro sono le ulteriori misure per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), previste dal decreto n.36 del 30/04/2022 (entrato in vigore il 1 maggio), su cui il Ministro dell’Istruzione ha titolarità.

“Il decreto ha grosse ricadute sul mondo della scuola, in particolare sul sistema di reclutamento. – spiega Masciale – Rende l’immissione in ruolo molto più complicata, trascura i precari, prevede una formazione in servizio che distrae economie da altri capitoli di spesa già insufficienti. Il tutto mentre si attende il rinnovo del contratto, scaduto da tre anni.”

“Quasi alla fine di un anno scolastico a dir poco complicato – conclude il segretario Snals –  e dopo qualche giorno dal voto per il rinnovo delle RSU, arriva questo affronto da parte del nostro Governo. Un milione di lavoratori della scuola ha votato, dando la propria fiducia alle organizzazioni sindacali, ma queste sembrano non avere voce in capitolo. ” Se questa prima fase di trattative non dovesse andare in porto, o non dovesse produrre i risultati sperati, le cinque sigle che hanno proclamato la mobilitazione, potrebbero decidere, prima dello sciopero vero e proprio, di chiedere ai lavoratori la sospensione delle cosiddette attività aggiuntive ovvero tutte quelle attività che non sono espressamente previste dal Contratto collettivo nazionale. (an.ru.)