Al momento stai visualizzando CALDO NELLE AULE SCOLASTICHE: LA PUGLIA SI PREPARA A UN NUOVO ANNO TRA TEMPERATURE ELEVATE E NECESSITÀ DI INTERVENTI STRUTTURALI

CALDO NELLE AULE SCOLASTICHE: LA PUGLIA SI PREPARA A UN NUOVO ANNO TRA TEMPERATURE ELEVATE E NECESSITÀ DI INTERVENTI STRUTTURALI

L’avvio dell’anno scolastico 2026/2027 riporta al centro dell’attenzione una questione che interessa ormai stabilmente il sistema scolastico pugliese: le elevate temperature nelle aule scolastiche durante le prime settimane di lezione e, sempre più spesso, anche nei mesi conclusivi dell’anno scolastico.

In tutta la regione, da Foggia a Lecce, passando per BAT, Bari, Taranto e Brindisi, l’inizio delle attività didattiche coincide con un periodo dell’anno caratterizzato da condizioni climatiche ancora pienamente estive. Le previsioni meteorologiche per la prima metà di settembre indicano temperature superiori alle medie stagionali, con la persistente presenza dell’anticiclone africano e valori che in molte aree della regione potrebbero superare i 35 gradi nelle ore centrali della giornata.

In queste settimane si è sviluppato a livello nazionale un dibattito sull’opportunità di modificare o posticipare l’inizio delle lezioni in presenza di ondate di calore particolarmente intense. Tuttavia, il vero nodo della questione non riguarda il calendario scolastico, bensì la capacità degli edifici di garantire condizioni adeguate di salute, sicurezza e benessere per studenti e lavoratori. Anche le organizzazioni sindacali hanno evidenziato come eventuali modifiche alle date di avvio delle lezioni possano rappresentare al massimo una risposta temporanea, mentre la vera priorità resta l’adeguamento strutturale delle scuole ai cambiamenti climatici.

Le condizioni climatiche nelle province pugliesi

La Puglia presenta caratteristiche territoriali molto diverse, ma tutte accomunate da un progressivo aumento delle temperature medie e dalla frequenza delle ondate di calore.

Nel Foggiano, soprattutto nelle aree del Tavoliere, le temperature di settembre possono raggiungere valori particolarmente elevati, rendendo difficoltosa la permanenza nelle aule prive di adeguati sistemi di raffrescamento.

Nella Città Metropolitana di Bari, pur beneficiando in parte della vicinanza al mare, il fenomeno dell’isola di calore urbana continua a incidere significativamente sul comfort degli edifici scolastici, soprattutto nei centri più densamente popolati.

Nella provincia BAT, le elevate temperature e il forte irraggiamento solare rappresentano una criticità ricorrente durante le prime settimane di attività didattica.

A Taranto, oltre alle temperature elevate, il tasso di umidità può aumentare notevolmente la percezione del calore, aggravando il disagio nelle scuole prive di climatizzazione.

Nella provincia di Brindisi, la ventilazione costiera attenua in parte le temperature esterne, ma numerosi edifici scolastici continuano a manifestare problemi di surriscaldamento interno.

Nel Salento, infine, le province di Lecce risultano spesso tra le aree maggiormente interessate dalle ondate di calore che investono il Mezzogiorno, con temperature che mantengono caratteristiche pienamente estive anche nella seconda metà di settembre.

In tutte le province pugliesi emerge dunque una criticità comune: la necessità di rendere gli edifici scolastici più resilienti rispetto alle nuove condizioni climatiche.

I 20 milioni annunciati dal Ministro Valditara

Per affrontare l’emergenza caldo, il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha annunciato uno stanziamento di 20 milioni di euro destinato alle istituzioni scolastiche per l’acquisto di apparecchi e dispositivi di raffrescamento.

Abbiamo deciso un contributo di 20 milioni di euro destinato alle istituzioni scolastiche per apparecchi e dispositivi per il raffrescamento, con l’obiettivo di migliorare le condizioni e il comfort per gli studenti e il personale scolastico”, ha dichiarato il Ministro, precisando inoltre che il Ministero sta lavorando a un più ampio piano di efficientamento energetico e che gli enti locali dovranno contribuire agli interventi necessari sugli edifici scolastici di loro competenza.

Si tratta certamente di un segnale importante e atteso da molte scuole. Tuttavia, appare evidente che il problema richiede interventi strutturali e una programmazione di lungo periodo. Ventilatori e dispositivi mobili possono attenuare le situazioni più critiche, ma non possono sostituire una politica di riqualificazione dell’edilizia scolastica.

Il caldo nelle scuole è una questione di salute e sicurezza

Quando si parla di temperature elevate nelle aule, il rischio è quello di considerare il fenomeno esclusivamente come una fonte di disagio. In realtà, il tema riguarda direttamente la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Le scuole sono luoghi di lavoro a tutti gli effetti e devono garantire condizioni ambientali adeguate per docenti, personale ATA, dirigenti scolastici e studenti.

Le alte temperature possono determinare:

  • stress termico;

  • disidratazione;

  • affaticamento fisico e mentale;

  • riduzione della concentrazione;

  • aumento del rischio di malesseri;

  • peggioramento delle condizioni di apprendimento.

Anche gli studenti subiscono gli effetti negativi delle aule surriscaldate. Numerosi studi dimostrano che il comfort termico influisce direttamente sulla capacità di attenzione, sulla partecipazione alle attività didattiche e sul rendimento scolastico.

Il DVR e la valutazione del rischio microclimatico

Il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) rappresenta il principale strumento previsto dal D.Lgs. 81/2008 per individuare e gestire i rischi presenti nei luoghi di lavoro.

Ogni istituzione scolastica è tenuta a valutare le condizioni presenti nei propri plessi, compresi i rischi derivanti dal microclima e dalle elevate temperature.

Nel DVR dovrebbero essere analizzati:

  • l’esposizione degli edifici all’irraggiamento solare;

  • il livello di isolamento termico;

  • la presenza di schermature e sistemi di ombreggiamento;

  • la ventilazione naturale e meccanica;

  • l’eventuale climatizzazione degli ambienti;

  • il numero di occupanti per aula;

  • le temperature effettivamente registrate durante l’attività didattica.

A seguito della valutazione, devono essere individuate le necessarie misure di prevenzione e protezione, finalizzate a garantire condizioni di lavoro e di studio sicure e dignitose.

Servono investimenti strutturali

Per affrontare efficacemente il problema del caldo nelle scuole non bastano interventi occasionali. Occorre una strategia che coinvolga Ministero, Regione Puglia, Province, Comuni ed enti proprietari degli edifici scolastici.

Tra gli interventi più urgenti rientrano:

  • installazione di impianti di climatizzazione e ventilazione efficienti;

  • riqualificazione energetica degli edifici scolastici;

  • miglioramento dell’isolamento termico;

  • sostituzione degli infissi obsoleti;

  • realizzazione di schermature solari;

  • incremento delle aree verdi e delle zone ombreggiate;

  • monitoraggio costante delle condizioni microclimatiche;

  • predisposizione di adeguate misure organizzative nei periodi più critici.

Investire nel comfort ambientale significa investire nella qualità della scuola, nella tutela della salute e nel miglioramento delle condizioni di apprendimento e di lavoro.

Il ruolo dello SNALS-Confsal

Di fronte a una problematica destinata a ripresentarsi con sempre maggiore frequenza, il sindacato è chiamato a svolgere un ruolo fondamentale di tutela, vigilanza e proposta.

Lo SNALS-Confsal Puglia continuerà a vigilare affinché il rischio derivante dalle elevate temperature venga adeguatamente considerato nei Documenti di Valutazione dei Rischi, affinché siano adottate tutte le misure previste dalla normativa sulla sicurezza e affinché le istituzioni competenti intervengano con investimenti adeguati.

Attraverso il lavoro delle proprie strutture territoriali, delle RSU e dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), il sindacato continuerà a segnalare le criticità presenti negli edifici scolastici e a sostenere ogni iniziativa finalizzata a migliorare le condizioni ambientali delle scuole pugliesi.

Una sfida che riguarda il futuro della scuola pugliese

Le ondate di calore che interessano sempre più frequentemente il territorio regionale dimostrano che il tema del comfort ambientale negli edifici scolastici non può più essere affrontato come un’emergenza occasionale.

I 20 milioni di euro annunciati dal Ministero rappresentano un primo passo importante, ma occorrono investimenti più consistenti e una programmazione strutturale che consenta alle scuole pugliesi di affrontare le nuove sfide poste dai cambiamenti climatici.

Per lo SNALS-Confsal Puglia, la priorità non è discutere della data di inizio delle lezioni, ma garantire che ogni scuola della regione sia in grado di offrire ambienti sicuri, salubri e adeguati alle nuove condizioni climatiche.

Perché il diritto allo studio, il diritto alla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro devono procedere insieme, in ogni provincia della Puglia.

Una scuola moderna non si misura soltanto dalla qualità dell’insegnamento, ma anche dalla capacità di garantire a studenti e lavoratori ambienti sicuri, salubri e dignitosi in ogni stagione dell’anno.



📢 Se questo articolo ti è stato utile, condividilo su Facebook per aiutare altri colleghi a rimanere informati.

📢 Seguici anche sui nostri canali social per ricevere, in tempo reale, notizie e aggiornamenti dal mondo della scuola.