Con l’avvio del nuovo anno scolastico 2026/2027, che in Puglia vedrà il ritorno degli studenti sui banchi il 17 settembre, mentre numerose istituzioni scolastiche hanno già programmato l’inizio delle lezioni a partire dal 14 settembre nell’ambito della propria autonomia organizzativa, lo SNALS-CONFSAL PUGLIA rivolge un sincero augurio di buon lavoro a tutta la comunità educante pugliese.
Ai dirigenti scolastici, ai DSGA, al personale ATA, ai docenti, agli studenti e alle famiglie il Segretario regionale Vito MASCIALE augura un inizio delle lezioni sereno, ricco di soddisfazioni professionali, educative e umane.
Un anno nel quale la scuola possa concentrarsi sempre più sulla propria missione fondamentale: educare, formare, includere e accompagnare la crescita delle nuove generazioni.
L’auspicio è che questo nuovo anno possa essere caratterizzato da una maggiore attenzione alla qualità del lavoro, al benessere organizzativo e alla valorizzazione delle professionalità che quotidianamente garantiscono il funzionamento delle istituzioni scolastiche. Perché una scuola efficace è anche una scuola nella quale chi lavora possa svolgere il proprio compito in condizioni sostenibili, con tempi adeguati e con il giusto riconoscimento del proprio impegno.
Proprio all’inizio di questo nuovo anno scolastico appare opportuno riflettere su una delle questioni che più frequentemente dirigenti, docenti e personale ATA segnalano alle organizzazioni sindacali:
il crescente peso degli adempimenti amministrativi e burocratici che grava sulle scuole e che rischia di sottrarre tempo ed energie alle attività educative e didattiche.
Negli ultimi anni il personale della scuola ha assistito a una trasformazione silenziosa ma profonda del proprio lavoro. Accanto alle attività istituzionali di insegnamento, organizzazione, gestione amministrativa e supporto agli studenti, si è progressivamente sviluppato un sistema sempre più complesso di piattaforme, monitoraggi, rendicontazioni, rilevazioni statistiche, candidature progettuali e adempimenti digitali che assorbono una quantità crescente di tempo ed energie professionali.
Si tratta di un fenomeno che coinvolge l’intera comunità scolastica: dirigenti scolastici, DSGA, assistenti amministrativi, collaboratori scolastici, docenti e figure di sistema. Una pressione costante che rischia di compromettere non soltanto l’efficienza organizzativa, ma anche la qualità del lavoro e il benessere delle persone.
Il sovraccarico burocratico non è più sostenibile
Ogni anno le scuole sono chiamate a rispondere a centinaia di richieste provenienti da Ministero, Uffici scolastici, Enti locali, organismi nazionali ed europei.
Molte di queste richieste sono certamente legittime e necessarie. Il problema nasce quando gli adempimenti si moltiplicano senza una reale valutazione dell’impatto organizzativo che producono nelle scuole.
Ogni monitoraggio richiede raccolta dati, verifiche, controlli, compilazioni, caricamenti e validazioni. Dietro ogni procedura digitale esistono persone che devono reperire informazioni, coordinare attività, predisporre documentazione e garantire il rispetto delle scadenze.
Il rischio è evidente: la scuola viene progressivamente orientata alla gestione dell’adempimento piuttosto che al perseguimento delle proprie finalità educative.
Benessere organizzativo e salute dei lavoratori: un tema contrattuale
Il problema non riguarda soltanto la quantità di lavoro, ma anche la sua qualità.
Il CCNL del comparto Istruzione e Ricerca riconosce espressamente, tra le materie oggetto di confronto a livello di istituzione scolastica, la promozione della legalità, della qualità del lavoro e del benessere organizzativo, nonché l’individuazione di misure per la prevenzione dello stress lavoro-correlato e dei fenomeni di burn-out.
Non si tratta quindi di una semplice questione gestionale.
Quando il personale vive in una condizione permanente di urgenza, quando le scadenze si sovrappongono, quando le richieste arrivano senza adeguata programmazione e quando il lavoro deve essere svolto costantemente in emergenza, si producono effetti concreti sulla salute psicofisica delle persone.
Lo stress lavoro-correlato non nasce soltanto dall’intensità dell’impegno, ma dall’impossibilità di governare i tempi di lavoro, dalla continua interruzione delle attività programmate e dalla percezione di non riuscire mai a completare il proprio compito.
Il tempo educativo deve tornare al centro
La scuola non è un ufficio amministrativo.
La sua funzione principale rimane quella educativa e formativa.
Eppure il crescente peso della burocrazia rischia di comprimere proprio il tempo destinato alla progettazione didattica, alla riflessione pedagogica, al confronto professionale tra docenti e all’attenzione verso gli studenti.
Un dirigente scolastico dovrebbe poter esercitare pienamente una leadership educativa. Un docente dovrebbe poter dedicare energie alla progettazione e all’innovazione didattica. Le segreterie dovrebbero poter garantire servizi efficienti senza essere costrette a lavorare costantemente in condizioni emergenziali.
Quando il tempo amministrativo prevale sul tempo educativo, l’intero sistema scolastico perde efficacia.
Organici ATA insufficienti rispetto ai nuovi compiti
La crescita degli adempimenti è avvenuta senza un corrispondente rafforzamento degli organici amministrativi.
Negli ultimi anni alle segreterie scolastiche sono stati affidati compiti sempre più complessi: gestione dei progetti europei e PNRR, piattaforme ministeriali, procedure digitali, trasparenza amministrativa, protezione dei dati, monitoraggi e rendicontazioni.
Tutto questo mentre molte istituzioni scolastiche continuano a registrare carenze di personale amministrativo e tecnico.
È evidente che non si può continuare ad aumentare il numero delle procedure senza investire sulle professionalità chiamate a gestirle.
Lo SNALS continua a sostenere la necessità di un rafforzamento strutturale degli organici ATA e di una reale valorizzazione professionale del personale amministrativo, tecnico e ausiliario.
Troppe piattaforme, troppi adempimenti
La digitalizzazione avrebbe dovuto semplificare il lavoro delle scuole.
In molti casi, invece, ha prodotto una frammentazione delle procedure.
Ogni piattaforma utilizza credenziali differenti, modalità operative specifiche, finestre temporali autonome e sistemi di caricamento spesso non integrati tra loro.
Le scuole sono costrette a inserire più volte gli stessi dati in ambienti diversi, con un evidente spreco di tempo e risorse.
La vera innovazione non consiste nell’aprire nuove piattaforme, ma nel costruire sistemi interoperabili, capaci di dialogare tra loro e di ridurre gli adempimenti ripetitivi.
Diritto alla disconnessione: una tutela da rendere effettiva
L’evoluzione tecnologica ha modificato profondamente il modo di lavorare.
Email, piattaforme, gruppi di messaggistica e applicazioni digitali consentono una comunicazione continua, spesso ben oltre l’orario di servizio.
Il CCNL individua tra le materie della contrattazione integrativa i criteri per l’utilizzo delle strumentazioni tecnologiche in orario diverso da quello di lavoro, proprio al fine di garantire una maggiore conciliazione tra vita lavorativa e vita privata attraverso il cosiddetto diritto alla disconnessione.
Non può diventare normale ricevere richieste operative in tarda serata, durante i fine settimana o nei periodi di sospensione delle attività.
La disponibilità permanente non può essere considerata un requisito professionale.
Il rispetto dei tempi di lavoro costituisce una condizione essenziale per garantire qualità delle prestazioni, salute dei lavoratori e corretto funzionamento delle istituzioni scolastiche.
Semplificazione amministrativa: una priorità non più rinviabile
Lo SNALS ritiene che la semplificazione amministrativa debba diventare una priorità dell’agenda politica e amministrativa del sistema scolastico.
Occorre:
- ridurre il numero degli adempimenti ridondanti;
- evitare richieste di dati già presenti nei sistemi informativi;
- coordinare le scadenze tra le diverse amministrazioni;
- garantire tempi congrui per l’espletamento delle procedure;
- stabilizzare i calendari delle rilevazioni;
- limitare le modifiche in corso d’opera delle istruzioni operative;
- valutare preventivamente l’impatto organizzativo di ogni nuovo adempimento.
Ogni nuova procedura dovrebbe essere accompagnata da una domanda semplice: quanto tempo richiederà concretamente alle scuole?
Il ruolo del sindacato
In questo contesto il ruolo del sindacato assume un’importanza fondamentale.
Le relazioni sindacali non possono limitarsi agli aspetti economici o alla gestione degli istituti contrattuali. Devono diventare uno strumento per difendere la qualità del lavoro e l’efficacia del servizio scolastico.
Lo SNALS, attraverso le proprie strutture territoriali, continuerà a chiedere che il confronto e la contrattazione di istituto affrontino concretamente i temi del benessere organizzativo, dello stress lavoro-correlato, della qualità del lavoro e del diritto alla disconnessione, così come previsto dal CCNL.
Difendere il tempo delle persone significa difendere la qualità della scuola.
Perché una scuola impegnata a rincorrere scadenze, piattaforme e adempimenti rischia di perdere di vista la propria missione fondamentale: educare, formare e accompagnare la crescita delle nuove generazioni.
La qualità della scuola, infatti, passa anche dalla qualità delle condizioni di lavoro di chi vi opera ogni giorno. Ridurre la burocrazia, rafforzare gli organici e garantire tempi di lavoro sostenibili non è una richiesta corporativa: è una scelta necessaria per garantire un servizio pubblico più efficiente, più umano e più vicino ai bisogni degli studenti e delle famiglie.
