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SCUOLE DI MONTAGNA, PUBBLICATO L’ELENCO DEI COMUNI: NUOVE AGEVOLAZIONI PER DOCENTI E ATA – IN PUGLIA 33 COMUNI MONTANI E OLTRE 250 ISTITUZIONI SCOLASTICHE

La pubblicazione dell’elenco nazionale dei 3.715 Comuni classificati come montani, prevista dalla Legge n. 131/2025 e dal DPCM n. 121 dell’11 maggio 2026 assume un’importanza particolare anche per la Puglia. Sebbene la regione sia comunemente associata a territori pianeggianti e costieri, numerosi Comuni pugliesi rientrano ufficialmente nella classificazione montana e potranno beneficiare delle nuove misure previste dal legislatore.

La legge rappresenta il primo intervento organico dedicato allo sviluppo delle aree montane e interne del Paese e contiene importanti disposizioni anche per il sistema scolastico, riconoscendo il ruolo strategico delle scuole presenti nei territori caratterizzati da isolamento geografico, spopolamento e difficoltà nei collegamenti.

Per docenti, personale ATA e dirigenti scolastici si aprono prospettive nuove, sia sul piano economico sia sul piano della valorizzazione professionale del servizio prestato nelle scuole di montagna.

Le scuole di montagna nella Legge n. 131/2025

L’articolo 7 della legge è interamente dedicato alle scuole di montagna e introduce misure finalizzate a:

  • garantire la permanenza dei servizi scolastici nei territori montani;
  • contrastare il fenomeno dello spopolamento;
  • favorire la stabilità del personale;
  • sostenere economicamente i lavoratori che si trasferiscono per motivi di servizio;
  • valorizzare l’esperienza professionale maturata nelle sedi più disagiate.

Il legislatore riconosce infatti che operare in una scuola montana comporta spesso maggiori sacrifici rispetto ad altre realtà territoriali: tempi di percorrenza elevati, difficoltà nei trasporti, minore disponibilità di alloggi e maggiori costi per il personale.

Credito d’imposta per affitto e acquisto della casa

Tra le misure più significative previste dall’articolo 7 vi è il riconoscimento di un credito d’imposta destinato al personale scolastico che presta servizio nelle scuole di montagna e che, per ragioni di lavoro, deve trasferire la propria residenza o prendere in locazione un’abitazione.

La legge prevede:

  • un contributo fino a 2.500 euro annui per le spese di locazione o mutuo;
  • agevolazioni maggiorate nei Comuni montani più piccoli e caratterizzati da particolari condizioni di disagio;
  • benefici fiscali collegati all’acquisto dell’abitazione destinata a residenza per motivi di servizio.

L’obiettivo è ridurre il peso economico sostenuto da docenti e ATA che ogni anno accettano incarichi lontani dalla propria residenza.

Punteggio aggiuntivo nelle GPS: cosa dice realmente la legge

Uno degli aspetti più innovativi della Legge n. 131/2025 riguarda la valorizzazione del servizio prestato nelle scuole montane.

L’articolo 7, comma 4, stabilisce infatti che:

“Con decreto del Ministro dell’istruzione e del merito, di concerto con il Ministro per gli affari regionali e le autonomie, è previsto un punteggio aggiuntivo ai fini delle graduatorie provinciali di supplenza a favore del personale scolastico (…) che abbia effettivamente prestato servizio nelle scuole di montagna (…) per almeno centottanta giorni nel corso dell’anno scolastico, di cui almeno centoventi per le attività didattiche”.

La stessa disposizione prevede inoltre:

  • un ulteriore punteggio aggiuntivo per il personale che presta servizio nelle pluriclassi della scuola primaria situate nei Comuni montani;
  • un punteggio aggiuntivo proporzionato all’anzianità di servizio nelle medesime scuole;
  • la previsione di specifici benefici anche nelle future procedure di mobilità del personale scolastico.

Un chiarimento importante: il punteggio non è ancora operativo

Occorre tuttavia precisare che la legge non attribuisce direttamente un numero di punti.

Il legislatore ha stabilito il principio del riconoscimento del beneficio, demandando però a uno specifico decreto del Ministro dell’Istruzione e del Merito, adottato di concerto con il Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, la definizione:

  • delle scuole interessate;
  • delle modalità di attribuzione;
  • dell’entità del punteggio;
  • dei criteri applicativi.

Pertanto, il diritto al riconoscimento del servizio nelle scuole montane è già previsto dalla legge, ma la concreta quantificazione del punteggio è subordinata all’emanazione del decreto attuativo.

I Comuni montani della Puglia

In Puglia risultano classificati come montani 33 Comuni.

Provincia di Bari

  • Altamura
  • Gravina in Puglia
  • Noci
  • Poggiorsini
  • Santeramo in Colle

Provincia BAT

  • Spinazzola

Provincia di Foggia

  • Accadia
  • Alberona
  • Anzano di Puglia
  • Biccari
  • Bovino
  • Castelluccio Valmaggiore
  • Celenza Valfortore
  • Celle di San Vito
  • Deliceto
  • Faeto
  • Mattinata
  • Monte Sant’Angelo
  • Monteleone di Puglia
  • Motta Montecorvino
  • Orsara di Puglia
  • Panni
  • Pietramontecorvino
  • Rocchetta Sant’Antonio
  • Roseto Valfortore
  • San Giovanni Rotondo
  • San Marco in Lamis
  • San Marco la Catola
  • Sant’Agata di Puglia
  • Vico del Gargano
  • Volturara Appula
  • Volturino

Provincia di Taranto

  • Martina Franca

Una opportunità soprattutto per i Monti Dauni e il Gargano

La provincia di Foggia concentra ben 26 dei 33 Comuni montani pugliesi, rendendo il territorio della Capitanata il principale destinatario delle nuove misure.

Le scuole dei Monti Dauni, del Gargano e delle aree interne potrebbero beneficiare in modo significativo delle agevolazioni previste dalla legge, favorendo una maggiore stabilità degli organici e una più efficace continuità didattica.

L’impegno dello SNALS

Lo SNALS-Confsal seguirà attentamente l’emanazione dei decreti attuativi previsti dalla Legge n. 131/2025, con particolare riferimento alla definizione del punteggio aggiuntivo nelle GPS e nelle procedure di mobilità.

Sarà infatti fondamentale garantire che le misure previste dal legislatore si traducano in benefici concreti per il personale scolastico che opera nelle aree montane, riconoscendo il valore professionale e sociale di chi assicura quotidianamente il diritto allo studio nei territori più periferici e fragili del Paese.



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