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CONGRESSO REGIONALE 2026-RELAZIONE del SEGRETARIO VITO MASCIALE

 

CARE DELEGATE, CARI DELEGATI, AUTORITA’, GENTILI OSPITI, BENVENUTI DI CUORE A QUESTO CONGRESSO REGIONALE DELLO SNALS-CONFSAL.

 

Ci ritroviamo tutti insieme per un appuntamento importante nella vita del nostro sindacato. La presenza di tanti rappresentanti di altre sigle Sindacali della scuola e di Federazioni di altri settori appartenenti alla Confsal fra gli ospiti che hanno accettato il nostro invito ci riempie di gioia.

Quali le finalità di un Congresso: esso di certo non può essere un momento autoreferenziale, deve necessariamente essere un momento di verifica della qualità e dell’efficacia dell’azione sindacale e della sua ricaduta sulla qualità della scuola.

Approfitteremo di questo incontro per prendere in considerazione le diverse fasi della nostra azione di questi ultimi anni, verificare quanto di valido si è prodotto per riproporlo nel tempo che viene, cercando di renderlo ancora più efficace ai nuovi scenari che si prospettano.

Un’azione sindacale che guardi all’insieme del mondo scuola senza mai trascurare di mettere al centro la persona umana, il singolo lavoratore sia esso docente o personale ATA per tutelare i loro diritti.

Qualunque progetto che voglia raggiungere il proprio obiettivo non si può realizzare navigando a vista, ma ha necessità di avere una fonte di ispirazione. Nel nostro caso non può non essere il nostro motto SNALS-CONFSAL: LA FORZA DELLE TUE IDEE. Il nostro obiettivo è dato dalla nostra autonomia come sindacato che persegue obiettivi pochi e chiari: tutelare i diritti dei lavoratori anche a rischio di restare isolati, ma coerenti con i nostri principi che hanno meritato la fiducia degli iscritti e quindi rispettosi del loro mandato.

Veniamo da anni particolarmente difficili per il mondo scuola: gli anni del Covid quando nuovi diritti come “il lavoro agile”, “la didattica a distanza” sono diventati di colpo, e direi anche all’improvviso, le situazioni da tutelare: fare sindacato, essere sindacato è sempre un impegno gravoso, ma in quel periodo lo è stato ancor più.  Fare sindacato è, in uno a quello di insegnare e di esercitare la medicina, a richiedere continuamente la generosità del donarsi, dell’essere utili agli altri, dell’aiutare tantissime persone, e in primis i giovani, a costruire il loro futuro lavorativo e questo equivale a dire il futuro del paese.

Per fare sindacato devi avere passione perché quando pensi di aver fatto tutto nel modo migliore possibile l’iscritto, colei o colui che ti ha delegato a rappresentarlo, alza l’asticella del prossimo obiettivo perché ad un tavolo delle trattative non sei mai da solo, ma è lì con te.  Il sindacalista ha nel cuore e nella mente tutti i lavoratori che ha incontrato, con i quali ha parlato, ma che soprattutto ha fatto parlare ascoltandoli e salutandoli con una stretta di mano come a suggellare un patto di solidarietà e fratellanza.

Le idee e la linea di un sindacato trovano fonte inesauribile nel continuo costante dialogo con i propri iscritti.

Il tema di questo congresso è SCUOLA 2030 FORMAZIONE DI QUALITÀ: EQUA, SOSTENIBILE, INCLUSIVA, SICURA E NON VIOLENTA

Il segno del nostro operato è la qualità. Qualità nelle relazioni con gli iscritti e con le istituzioni.

 

QUALITÀ DELLE CONDIZIONI DI LAVORO

La certezza del lavoro e la lotta all’eterno precariato non disgiunta dal riconoscimento di tutela di tanti diritti non solo economici trovano una fervida e impavida paladina nel nostro amatissimo Segretario Generale Prof.ssa Elvira Serafini, sempre in prima linea nelle contrattazioni al ministero, incarnando in sé lo spirito autonomo delle scelte SNALS. La lotta al precariato tutela i lavoratori e nondimeno i ragazzi ricercando la qualità dell’insegnamento. La stabilità del docente consente la creazione di un rapporto, di un proficuo dialogo fra docente e discente atto a produrre interesse, fiducia, condivisione, aspetti necessari per la qualità dell’insegnamento.

 

 

 

SICUREZZA SUI POSTI DI LAVORO

Facciamo corsi su corsi sul tema della sicurezza, nominiamo addetti e responsabili, realizziamo simulazioni di fuga, ma il dato delle certificazioni sull’agibilità e sulla abitabilità delle sedi scolastiche rimane quasi al palo. Certo con il PNRR in alcune scuole sono stati fatti interventi strutturali anche impegnativi che hanno creato disagio ad alunni, famiglie e personale, ma è pur sempre una goccia nell’oceano, atteso che abbiamo ancora tante scuole ospitate in ambienti non idonei.

 

TUTELA DEL PRINCIPIO COSTITUZIONALE DELLA LIBERTÀ D’INSEGNAMENTO

Sempre più messa in pericolo anche da improprie ingerenze da parte delle famiglie che in alcuni casi sono arrivati a forme di violenza nei confronti dei docenti e su questo punto, al di là della tutela giuridica offerta dal MIM, lo SNALS-CONFSAL PUGLIA può vantarsi di aver preso per primo l’iniziativa della tutela gratuita legale del personale.

 

 ELIMINAZIONE DELLE CLASSI POLLAIO

Si parla tanto della fragilità di questa generazione di alunni, del loro essere in balia dei social, condizionati dal virtuale, isolati o vittime del branco, protagonisti di atti di violenza per motivi futili o addirittura assurdi. Spessissimo si punta il dito sulla scuola che non educa, non forma, non si mostra attenta a cogliere i diversi segnali. Ma come cogliere i diversi segnali impliciti e silenti in un’aula di 28/30/32 alunni? Si fanno progetti in continuazione per combattere la dispersione, lì dove basterebbe ridurre il numero di allievi per classe per consentire ai docenti di poterli seguire tutti con la dovuta attenzione senza trascurare alcuno che è il primo gradino della demotivazione e dell’abbandono scolastico.

 

 

DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA UNICA ED UGUALE SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE

Ricercare la qualità della scuola vuol dire continuare ad opporci al dimensionamento scellerato e matematico che sulla carta sembra non incidere sul sacrosanto diritto costituzionale all’istruzione, ma di fatto incide non poco su questo diritto. E noi siamo a sperare che il dialogo con il nuovo assessore regionale sia a riguardo ancor più proficuo.

INCLUSIONE

Il principio costituzionale del diritto di tutti all’istruzione va difeso sempre e soprattutto per i ragazzi più fragili. La nostra scuola ha una normativa ben precisa quanto ai diritti e ai ruoli, ma non ha ancora prodotto una stabilità didattica per i ragazzi che necessitano di un sostegno. L’anno scorso si è determinato un piccolo passo in avanti con l’accettare le richieste di continuità delle famiglie con la disponibilità del docente, ma, lo sanno bene i nostri Dirigenti Provveditori con i quali il dialogo è continuo e non poco produttivo, ciò non risolve definitivamente il problema ed ogni anno aumentano i posti in deroga per il sostegno, ricorrendo anche a docenti senza titolo specifico.

Ma inclusione è anche educare al rispetto dell’altro, al rispetto dell’altrui religione senza dimenticare le radici cristiane nelle nostre classi sempre più multietniche.

In questa panoramica della scuola attuale non posso dimenticare i dirigenti scolastici. C’erano una volta i presidi custodi di cultura. oggi ci sono i dirigenti scolastici che sono tutti ex docenti quindi cultori di cultura che diventano, e non per loro volontà, sempre più gestori di pratiche burocratiche complesse.

Essere sindacato della scuola vuol dire anche avere gli occhi puntati addosso di tutta l’opinione pubblica nazionale, che, ahinoi, sulla scuola italiana e nei confronti dei lavoratori della scuola italiana, soffre ancora di antichi pregiudizi e infondati preconcetti: basti pensare alla continua tiritera dei 3 mesi di ferie, senza che nessuno mai ricordi che il personale della scuola è costretto a prendersi il grosso delle sue ferie durante i mesi di sospensione dell’attività didattica.

Essere sindacato della scuola vuol dire dover difendere la dignità della scuola stessa attraverso la dignità del lavoro dei suoi addetti e la dignità dei suoi lavoratori.

Tutto questo impegnativo lavoro sul territorio, condiviso con gli appassionati Segretari provinciali Elvira Serafini, Maria Rosaria Valentino, Angela De Santis e Antonio Perugino, che voglio ringraziare insieme a voi con un forte applauso, ha portato lo SNALS-CONFSAL ad una grande crescita.

In Puglia per continuare al meglio questo lavoro e questa collaborazione propongo ai Delegati al Congresso di portare da 20 assegnati a 24 il numero dei componenti il Consiglio regionale e di semplificare, come indicato anche nel nuovo regolamento, al Sindaco monocratico.

Voglio anche ringraziare di cuore tutte le nostre RSU e TAS che ci rappresentano ai tavoli contrattuali delle scuole, che sono vigili sentinelle di tutto quello che accade e collaborano attivamente a delineare la linea di intervento del sindacato.

Ci sono sei Province e la Puglia ha una forma lunga e non sbagliavano i nostri predecessori quando chiamavano questo territorio: le puglie. ogni provincia pugliese ha una scuola con caratteristiche diverse perché rappresenta una sfaccettatura della gente di Puglia legata alle condizioni anche di vita e di sviluppo socioeconomico che sono diversi in ogni provincia e su cui incide anche la conformazione territoriale geografica dalle murge al tavoliere fino al mare. La puglia è tante puglie con scuole che ne rispecchiano le realtà di sviluppo o di arretratezza.

E ADESSO VENIAMO AI BUONI PROPOSITI PER IL FUTURO COGLIENDO L’OCCASIONE DI RIBADIRE ASPETTI CHE COMUNQUE SONO GIÀ ESIGENZA

La linea che abbiano tracciato fin qui è la nostra via maestra, ma tutto è migliorabile e tanti sono gli spunti che ci vengono dall’ascolto giornaliero con gli iscritti.

Continueremo il nostro dialogo locale con l’istituzione e ringrazio il Direttore Dott. Silipo per la sua costante sensibilità a farsi portavoce, presso il Ministero, delle peculiari esigenze del territorio e sappiamo di poter contare sulla grande e serena guerriera Elvira Serafini per migliorare sempre la vita dei lavoratori della scuola.

Le esigenze che si manifestano più spesso sono:

 

PER I DOCENTI

Essere docenti oggi è sempre più complesso, è una sfida che sicuramente tutti affrontano con impegno e passione ma a volte, dopo tanti anni di servizio, la stanchezza si fa sentire e può provocare episodi incresciosi: una insegnante di scuola materna che abbia l’età di una nonna, sempre su base volontaria, potrebbe essere utilizzata in altro ruolo valido e dignitoso. Un docente senior può occuparsi di tutte le nuove assunzioni o fare da mentore invece di restare in aula e correre il rischio di perdere la pazienza con bimbi troppo vivaci compromettendo così una lunga cristallina carriera. Potrebbe occuparsi della gestione di tutti gli adempimenti burocratici sollevando i colleghi dalla battaglia con moduli e carte e potrebbe fare sempre da capo progetto.

PER GLI ATA

Una questione che si trascina da tempo: il numero degli addetti da cambiare in base al rapporto con il numero degli alunni che è fermo a 20 anni orsono e che si ripercuote oltre che sulla sicurezza per la sorveglianza anche sulla qualità della didattica: infatti un assistente tecnico di un I.C. dislocato su 7 plessi potrà dare il suo contributo un giorno a plesso condizionando così l’utilizzo di laboratori che magari sono costati tanti fondi PNRR , per non dimenticare le segreterie sempre più gravate da compiti complessi con organici ridotti e piene di precari volenterosi ma inesperti.

E INFINE L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Quella che sembra una sfida e lo è, si può vincere se la scuola è in grado di riportarla nel giusto alveo di ulteriore strumento da usare e non di sostituto dell’intelligenza umana. La scuola è pronta a fare questo? Sicuramente si sta preparando ad affrontare questo problema, ben sapendo di dover combattere contro potentati economicamente forti.

Ecco perché oggi parliamo di SCUOLA 2030 non solo per ricordare l’agenda ONU ma per darci una via maestra per l’impegno ed il lavoro dei prossimi 4 anni.

Lavoro ed impegno che continueremo all’interno della nostra Confederazione CONFSAL che rappresenta un punto di forza per la nostra azione e colgo l’occasione per ringraziare Lello Margiotta per la sua costante attenzione al mondo scuola e tutti i rappresentanti delle sigle sindacali confederate con noi che hanno voluto partecipare a questo nostro Congresso.

CE LA FAREMO?

Chissà ma è certo che ci proveremo ogni giorno, in ogni occasione legale e legittima al meglio delle nostre forze perché così siamo noi, siamo SNALS e siamo più che convinti che l’educazione non si riduce a mera informazione, ma presuppone la centralità della «relazione» interpersonale attraverso la quale si sviluppa la crescita della persona stessa. Oggi più che mai, in un contesto sociale fluido e sempre più manchevole di punti di riferimento educativi ed esistenziali, l’arte di educare si fa strumento stesso per edificare l’umano, come mezzo relazionale per condurre le persone a scoprire la verità di sé stessi, ponendosi in un costante dialogo con l’alterità. D’altronde, educare significa “condurre fuori”, “portare alla luce” l’umano che ciascuno possiede dentro di sé, manifestarlo pienamente, avvertire il bisogno di varcare i confini del sé per aprirsi all’altro.  Occorre essere plurale nelle visioni e singolare nella scelta risolutiva dei problemi da affrontare, con la logica del ricercare la volontà del “costruire”, cioè del “fortificare insieme” attraverso il confronto delle idee e l’emersione degli interessi. Occorre recuperare decisamente un maggior senso di responsabilità sociale e di impegno civile. E noi non ci sottrarremo a questo compito. Mi piace concludere ricordando le parole di don Tonino Bello: “Vi faccio questo augurio che anche voi, scrutando i segni, possiate dire così: resta poco della notte, perché il sole sta già inondando l’orizzonte.”

                                                                                                                                                                   Vito Masciale